Dall’1 al 3 ottobre 2016, all’interno della suggestiva e storica cornice di Palazzo delle Stelline a Milano, si terrà la quinta edizione di Bottiglie Aperte. Un evento unico nel panorama dei wine show, il più grande -nei contenuti proposti- del capoluogo lombardo che raccoglierà più di 150 produttori vitivinicoli da tutta Italia per un totale di oltre 700 etichette da degustare liberamente. Tre giorni di esperienze enogastronomiche esclusive grazie anche alla presenza di performer, sommelier e chef di rilievo internazionale: masterclass, street food d’autore, degustazioni e innovazioni tecnologiche. Insomma ce n’è per rimanere gustosamente soddisfatti per molto tempo.

Come trasmettere una tale quantità di piaceri dei sensi in formato digitale e convincere gli utenti, appassionati e non, esperti di settore e profani, che questo è proprio l’appuntamento che stavano aspettando? Innanzitutto la sfida è duplice, dalle soluzioni tutt’altro che scontate: parliamo con persone che vivono in questo ambiente e lavorano ogni giorno nell’ambito dell’industria alimentare e vitivinicola in particolare, e allo stesso tempo vogliamo attirare l’attenzione degli amanti del vino, del gusto e semplicemente di chi cerca un modo diverso ed interessante per passare il weekend in città. Linguaggi ed interessi molto differenti, per un medesimo obiettivo da perseguire. La scelta dei media e degli strumenti da utilizzare è la discriminante fondamentale che determina l’efficacia della nostra azione, ma non solo.

N.B. Lo champagne è uno strumento efficace per le pubbliche relazioni, ma online potrebbe non sortire gli effetti desiderati.

Come sempre la qualità dei contenuti, ancor prima della loro forma, è la qualità del messaggio stesso. Chi lavora negli eventi però sa che non sempre informazioni e certezze arrivano con i tempi che la comunicazione vorrebbe. Contratti chiusi all’ultimo momento, conferme last minute, cambi di programma sono all’ordine del giorno e non rendono la vita facile a chi vive di pianificazioni media e piani editoriali, che a volte pagano anche il dazio di diversi gradi di approvazione. A maggior ragione in un progetto come Bottiglie Aperte, che ha già un suo seguito ma non è ancora un’istituzione con una riconoscibilità universale, e che basa molto del suo indotto sulla prevendita degli ingressi, dire al pubblico ci siamo! non può bastare. Bisogna trovare una chiave comunicativa forte, originale, che non perda mai di vista l’informazione e l’utilità del messaggio che trasmette. Che faccia capire quanto vale ancor prima di sapere che cosa succederà.

Difficilmente succederà che dopo un brindisi a Bottiglie Aperte il vostro vino formi una versione in scala del Duomo di Milano, ma diciamo che ci potete provare e sicuramente questo curioso fatto è fra quelli che accendono di più l’entusiasmo degli utenti.

Con il poco tempo a disposizione gli interventi vanno innanzitutto misurati. Facebook è una sicurezza per il bacino d’utenza, la versatilità dei contenuti e la targetizzazione evoluta, Instagram è molto utilizzato dal target che ci interessa ed è un ottimo strumento per la brand-awareness, il blog sul sito web ci permette di approfondire ogni argomento in maniera esaustiva ed aggiornare ogni giorno gli utenti più interessati, Google Adwords è fondamentale per rimanere sempre in cima alle ricerche e farci trovare prima di tutti, il remarketing è una finezza irrinunciabile per rimanere sempre davanti agli occhi dei nostri visitatori.

Un viaggio illustrato per l’Italia alla scoperta delle cantine e i produttori partecipanti all’evento è quello che ci vuole per coinvolgere gli utenti di Instagram. #winenot?

Scelti gli strumenti è via libera alla creatività: idee divertenti, soluzioni grafiche mai viste e post interattivi senza mai perdere di vista l’aspetto informativo. Lo storytelling da il carattere al prodotto, la creatività lo valorizza e lo rende d’appeal, la qualità dei contenuti proposti è decisiva per l’ingaggio degli utenti. Forma e contenuto insomma dipendono l’una dall’altro, a noi il compito di portarli al più alto livello possibile e diffonderli al massimo raggiungendo il target che abbiamo individuato. Poi, come sempre, la realizzazione dell’evento sarà decisiva per l’efficacia o meno della campagna. Ma seguendo queste regole in ogni caso, la percezione degli utenti sarà già alta ancor prima dell’inizio, come le loro aspettative. Un ottimo punto di partenza, a cui ormai non si può davvero rinunciare.

Se non fosse chiaro a Bottiglie Aperte ce n’è davvero per ogni gusto. 700 etichette da 21 regioni, non sono mica poche.

E voi, siete pronti a brindare con noi? Riempire i calici non sarà certo difficile a Palazzo delle Stelline, qui c’è il programma completo di Bottiglie Aperte 2016!



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