Matteo Mummolo, nipote di Luigi Allegato vota «Si»

«Non voglio votare «No» ed essere un Bertinotti. Un segretario di un partito di sinistra più attento ai congiuntivi e alla retorica che alle cose concrete. Il principale responsabile della caduta del governo Prodi. La sinistra ex Pci ci aveva messo quasi 50 anni ad arrivare al governo dando vita ad un esecutivo davvero riformista. Bastò un solo capriccio del «parolaio rosso» (così il giornalista Giampaolo Pansa chiamava Bertinotti, ndr) a mandare tutto in fumo. Tutto quello che è arrivato dopo non è più stato all’altezza delle aspettative, come se lo slancio riformista fosse stato congelato da quell’inatteso stop».

A dichiararlo il medico Matteo Mummolo, nipote di Luigi Allegato, padre della sinistra sanseverese, senatore costituente e presidente della Provincia di Foggia.

«Non voglio votare «No» per votare come il Movimento Cinque Stelle. La loro inconsistenza mi ricorda quella di Bertinotti. Sono inconcludenti. Perciò mi sto prodigando per il «SI».

Di qui l’impegno a votare e far votare «Si» al prossimo referendum costituzionale: «La tradizione comunista passa per il rinnovamento. Con la vittoria del Si abbiamo la possibilità di dare compiutezza ad un dibattito sulle riforme che nel centrosinistra si è sviluppato per oltre 30 anni. Sono convinto che anche mio nonno, se fosse stato vivo, avrebbe votato per il Sì».



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